Sailing

Cosa significa “andare a vela”? Per me è la stupefacente possibilità di partecipare insieme all’acqua e all’aria ad un gioco che unisce la ragione e l’emozione, le forze della natura e i limiti dell’uomo.
È nell’incontro tra i due elementi che si trova la chiave per il controllo del movimento o detto in modo più formale, “a far avanzare la barca è la risultante tra la pressione del vento sul centro velico e dell’acqua sul piano di deriva immerso”.
Certo le leggi della fisica lo spiegano perfettamente, ma solo chi ha cavalcato in questo spazio magico può percepirne il potente impulso vitale.
La navigazione a vela ti regala l’euforica sensazione di partecipare all’antica giostra tra il vento e il mare, proprio lì, nell’interfaccia tra aria ed acqua, dove si crea il miracolo.
Se il vento non ha nulla da dire, il mare se ne sta tranquillo, ma se il vento alza i toni il mare risponde, a volte con violenza. Quando invece i due elementi stanno nei limiti, una volta capito il gioco, anche noi possiamo dire la nostra, mettendoci in mezzo e avanzando verso la prossima boa.
Per noi piccoli fragili esseri umani, portati dalla vita a rincorrere sempre nuovi obiettivi, la vela è un universo alternativo, uno stacco reale e metaforico dal quotidiano, è vivere seppur per poco in un mondo speciale, governato da elementi primordiali.

“Brivido” durante la regata “Trofeo Miramare 2018”. Paolo alle vele di prua, io randista e Roberto (coperto dalle vele) al timone.

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