Tramonto dal Pico de las Nieves

Osservando il giorno finire, il crepuscolo rivela orizzonti prima invisibili.
La mente irrequieta si calma, si respira il silenzio, tutto è sopito, rallentato, in attesa.
I pensieri, come bambini rapiti dalla bellezza del momento, fermano i loro divertimenti chiassosi.
Nell’abbagliante calare del sole abbandoni il controllo, ti lasci finalmente portare.

E quando, dopo un tempo indefinito, un brivido di freddo ti attraversa, riprende il respiro, il gioco dei pensieri e la coscienza.

(Tramonto da Pico de las Nieves – Gran Canaria 2021)

Orizzonte

C’è un momento in ciascuna alba in cui la luce è come sospesa; un istante magico dove tutto può succedere. La creazione trattiene il suo respiro.
(Douglas Adams)

Quando da piccolo iniziò la consapevolezza, tutto era così nuovo e travolgente che potevo solamente vivere nel momento.
La luce splendeva e la sorpresa era nascosta ovunque, ogni cosa era una scoperta ricca di emozioni, sembrava non esistesse alcun limite al mondo.
Ogni valico superato rivelava un nuovo paesaggio e altre valli da esplorare.

«ARCOBALENO!» Gridò l’acqua precipitando.

Seguendo una farfalla arrivai ad un torrente dove l’acqua della vita scorreva tumultuosa tra rapide, cascate e placidi laghetti fino alla rivelazione della grande pianura.
Lasciato il fiume presi un sentiero, era giunto il momento di trovare la mia strada, di camminare sulle mie gambe, di dare un senso all’esistenza.
Ho fatto del mio meglio con quello che avevo e con ciò che ho trovato lungo il cammino.
Ho cercato e spesso ho trovato, ho aiutato e sono stato aiutato, ho seminato e ho raccolto.
Alle volte il percorso era chiaro, altre volte oscuro, ma nonostante tutto sono arrivato al mare e così finalmente l’ho vista.

Una linea netta tra acqua e cielo.
Le distanze che a terra riuscivo a misurare, tutto a un tratto si sono fatte infinite.
Prima non l’avevo mai compreso veramente, troppi ostacoli interrompevano lo sguardo, ora non più.
So che un giorno anche quella linea verrà superata e così, in questo cambio di prospettiva, il mio percorso trova finalmente un significato.
E’ arrivato il momento di costruire una barca.

Possiamo generare stelle danzanti

Come il battito d’ali di un pipistrello in Cina genera un uragano pandemico nel mondo, così possiamo generare noi una diversa vibrazione.

Essere una farfalla iridescente nel mondo delle cose e delle idee,
dove ogni gesto, ogni parola, ogni manifestazione
si riverbera nelle infinite connessioni della realtà
trasformandola in un continuo e caotico cambiamento.

Scontrandoci ed incontrandoci in caduta libera,
siamo gocce di pioggia che danzano nel cielo
creando fulmini ombre e arcobaleni
visibili soltanto da universi paralleli.


Multiverso

Ogni essere vivente percepisce il proprio universo attraverso i segnali ricevuti dal suo specifico sistema sensoriale ed elaborati dal sistema cerebrale.

Possiamo conoscere la realtà e fare previsioni attendibili ma solo entro limiti definiti dalle nostre capacità personali. La comprensione di come sia fatto l’universo per un altro essere vivente presuppone la capacità di immedesimarsi a tal punto da essere lui.

Catturare la luce

«Dai muoviamoci che siamo in ritardo!» E così eccomi qua, ad arrancare faticosamente sulla neve indossando le ciaspole per la prima volta. Al rifugio, il corso sulla reflex e la fotografia di paesaggio è stato così interessante che abbiamo perso il senso del tempo ed ora siamo in ritardo sul programma. Dobbiamo raggiungere la cima di un’altura innevata prima del tramonto. Saranno si e no duecento metri ma mi sembrano due chilometri! Sono senza fiato: «L’elicottero del 118 ce la fa ad arrivare fin qui, vero?» «Sì sì tranquillo» mi risponde Alessandro sorridendo.  Ok, stavo scherzando ma fino ad un certo punto… «Dai che manca poco, siete quasi arrivati».
Quando inizi una salita a 2.236 metri di quota è bene partire con un passo leggero, senza fretta, ed invece adesso bisogna arrivare in cima prima che il sole tramonti altrimenti perdi l’attimo, il momento supremo, il motivo fondamentale per cui sei qui in questo preciso istante: “la ricerca dello scatto perfetto”.

Il cuore è al limite, ogni quattro passi devo fermarmi per trovare l’energia per i quattro passi successivi. “Però, non male le ciaspole! Non sprofondo nella neve e nemmeno scivolo! Tutta fatica risparmiata”. Piano piano, un passo alla volta, raggiungo la cima, e non sono nemmeno l’ultimo!
Ok, calma fermi tutti, ora devo capire dove sono e cosa succede, qualche attimo ancora perché il cervello ritrovi un po’ di lucidità.

Da qui si domina il passo di Giau con la Gusela del gruppo del Nuvolau a guardia del valico. Il paesaggio è magnifico e lo sguardo si perde tra le montagne innevate e il blu profondo del cielo. Siamo arrivati in tempo, il tramonto però è piuttosto deludente, a ovest le nuvole coprono il sole che sta calando e le vette non sono illuminate dalla luce dorata che vorrei. “Non importa, vediamo se posso trovare qualche composizione interessante”.

Passo Giau (BL)

Apro il cavalletto, monto la fotocamera e mi guardo attorno. Qualche foto al passo, qualche scatto al tramonto, poi si avvicina Alessandro, da perfetto organizzatore è sempre molto attento: «Come va? Hai settato i parametri corretti? Controllato il fuoco? Tolto lo stabilizzatore?». Meno male che c’è qualcuno che mi ricorda i dettagli fondamentali… “Lo stabilizzatore!”.

Ok ora tutto è a posto. «Posso vedere l’inquadratura?» «Secondo me faresti bene a spostarti, in modo da escludere questa neve in primo piano che disturba la composizione». Giusto, mi sposto più vicino al bordo del piccolo altopiano in direzione del tramonto.  Dopo essere andato velocemente a recuperare il tappo di un obiettivo che era caduto ad uno di noi e scivolato fin quasi ai piedi della collina, Alessandro ritorna, tranquillo e sereno. Senza nemmeno la necessità di riprendere fiato mi aiuta a comporre l’immagine sul display della fotocamera.  Nel frattempo il sole continua a calare e le nuvole, ora illuminate dal basso, iniziano a colorarsi di rosa, arancione, rosso, viola, fucsia, magenta ed altri colori straordinari ancora senza nome.

Incantato dal momento, in ginocchio sulla neve, solo davanti al miracolo, cerco di catturare la luce…

Colori del tramonto dal passo Giau
Wanderersouls

Catch the light

“Come on, let’s move, let’s be late!” So here I am, trudging on the snow wearing the snowshoes for the first time. At the alpine hut, the “reflex camera and landscape photography” course was so interesting that we lost track of time and now we are late on the program. We must reach the top of a snowy hill before sunset. It will be about two hundred meters but it seems to me two kilometers! I am out of breath: «The rescue helicopter can get this far, right?»«Yes, yes, don’t worry,» Alessandro replies smiling. Ok, I was joking but not too much … «Come on, there is little left, you are almost there». When you start an ascent to 2,236 meters above sea level, it is good to start with a light, unhurried step, and instead now we have to get to the top before the sunset otherwise you lose the moment, the supreme instant, the fundamental reason for being here now: “the search for the perfect shot”.

The heart beats to the max, every four steps I have to stop to find the energy for the next four steps, “But, not bad snowshoes! I don’t sink into the snow and I don’t even slide! All saved energy”. Slowly, step by step, I reach the top, and I’m not even the last! Ok, calm down, stop everyone, now I have to understand where I am and what is happening, a few more seconds for the brain to find some clarity.

From here you can dominate the Giau pass with the Gusela of the Nuvolau group guarding the pass. The landscape is magnificent and the gaze is lost between the snow-capped mountains and the deep blue sky. We arrived on time, but the sunset is rather disappointing, to the west the clouds cover the setting sun and the peaks aren’t illuminated by the golden light that I would like. “It doesn’t matter, let’s see if I can find some interesting composition”.

I open the tripod, mount the camera and look around. Some photos at the pass, some shots at sunset, then Alessandro approaches: «How’s it going? Have you set the correct parameters? Checked the focus? Removed the stabilizer?». Luckily there is someone who reminds me of the fundamental details … “The stabilizer!”.

Ok now everything is fine. «Can I see the shot?» asks Alessandro, «In my opinion you would do well to move, so as to exclude this snow in the foreground that spoils the composition». Right, I move closer to the edge of the small plateau in the direction of sunset. After going quickly to retrieve the cap of a photographic lens that had fallen and slipped almost to the foot of the hill, Alessandro returns, calm and peaceful. Without even needing to recover his breath, he helps me compose the image on the camera display. In the meantime the sun continues to drop and the clouds, now illuminated from below, begin to turn pink, orange, red, purple, fuchsia, magenta and other extraordinary still nameless colors.

Enchanted from the moment, kneeling on the snow, alone in front of the miracle, I try to catch the light ..

Sunset from the Giau pass – Italy

Al centro dell’universo

Paramecio

Su come la vita sia iniziata sulla Terra non vi sono certezze, sicuramente però la base molecolare su cui si fonda obbliga i primi esseri ad avere delle dimensioni specifiche: non troppo piccoli altrimenti i processi chimici metabolici non possono avvenire e non troppo grandi per mantenere una coerenza nell’organizzazione dell’individuo.

Tra la minima dimensione quantistica e la massima dimensione dell’universo vi sono 60 ordini di grandezza. (Il rapporto tra un ordine e il successivo è di 1/10).

La misura della cellula, espressione basilare della vita, si colloca perfettamente a metà tra queste dimensioni. E così, seppure in modo diverso da quanto considerato in passato ma con una potenziale applicabilità anche a sconosciute specie aliene, l’essere umano e tutti i viventi, ritrovano da questo particolare punto di vista, la centralità smarrita nell’infinito spazio cosmico.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ordini_di_grandezza_(lunghezza)