Cosa significa “navigare a vela”? Per me è la stupefacente possibilità di partecipare insieme all’acqua e all’aria ad un gioco che unisce la ragione e l’emozione, l’energia della natura e i limiti umani.
È nell’incontro tra i due elementi che si trova la chiave per il controllo del movimento o detto in modo più formale, “a far avanzare la barca è la forza risultante tra la pressione del vento sul centro velico e dell’acqua sul piano di deriva”.
Certo, le leggi della fisica lo spiegano perfettamente, ma solo chi ha cavalcato questo spazio magico può percepirne la potente energia vitale.
La navigazione a vela ti regala l’euforica sensazione di partecipare all’antica giostra tra il vento e il mare, proprio lì, nell’interfaccia tra aria ed acqua, dove si crea il movimento.
Se il vento non ha nulla da dire, il mare resta tranquillo, ma quando il vento alza i toni il mare risponde, a volte con violenza. Se invece i due elementi stanno entro i limiti, una volta capito il gioco, anche noi possiamo dire la nostra, regolando le vele per arrivare alla prossima boa.

